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Film

“First Man” un film che parla di un uomo ma svela l’Universo che lo ha creato.

Neil Armstrong (1930-2012)

Ci sono film che lasciano il segno o perchè ti fanno riflettere e ti tengono con i piedi per terra o perchè invece ti lanciano come un missile cruise in una dimensione che mai avevi esplorato prima. Questo è un film che i segni te li lascia entrambi.

La storia di un uomo che agli occhi del mondo fu un eroe, quasi un “marziano”, un uomo che  tutte le volte che fu intervistato non lasciò mai trapelare le sue vere emozioni. Ne avevo già parlato qui  ma dopo questo film il quadro è molto più completo.  Neil Armstrong come anche i suoi due colleghi che parteciparono alla Missione Apollo 11  , furono e sono uomini che riuscirono a vivere il loro coraggio usandolo come un’armatura contro la paura dell’ignoto, una paura mista alla curiosità che è insita nella natura umana ma che non tutti sono in grado di gestire. E’ ovvio che questi uomini ebbero paura e la sceneggiatura del film in questo è superba. Gli uomini per primi, gli astronauti per secondi. Le loro donne per prime e come mogli di astronauti per seconde. Il desiderio irrefrenabile di riuscire in una missione che diventa una mera conquista tecnologica, dove tutti quanti gli scienziati, i navigatori e i piloti hanno un atteggiamento freddo, calcolatore, sono tutti orientati verso la conquista di quel suolo lunare così grigio. E’ quasi un dovere arrivare per primi a tutti i costi, senza fermarsi nemmeno davanti alle vittime che quel progetto lascia lungo il percorso.

Ma non lasciatevi ingannare. In questo film c’è tutto il romanticismo e il desiderio primordiale di ognuno di noi di capire perchè siamo su questo pianeta. Di capire chi siamo, di capire cosa sia veramente l’Universo che ci circonda. Resti per due ore a guardare lo schermo e mentre la musica ti travolge provi a capire… ti lasci trasportare da una colonna sonora magnifica che ti porta sulla luna e quasi ti sembra alla fine di essere lì anche tu. Eppure l’enorme sforzo che fai ti lascerà con i piedi per terra perchè la bellezza del mistero è così grande che non puoi che accettarla per quella che è: una domanda a cui non c’è risposta.

Ti chiedi quindi se anche quegli uomini ebbero nella loro testa queste domande, è ovvio, sarebbe arrogante non pensarlo. Ma solo poche persone sono in grado di fare quello che fecero quei primi tre astronauti. Non puoi affrontare una tale impresa con il cuore, la devi affrontare solo ed esclusivamente con la mente, essere calcolatore, controllato, deve essere una questione di numeri, equazioni, leggi matematiche, perchè se ti emozioni la bellezza dell’ignoto ti fagociterà e ti annienterà. Per questo dobbiano dire grazie a questi uomini che riuscirono a trasformare il loro coraggio e la loro paura in una questione di disciplina.

Armstrong era descritto come “a cold, a calculating guy” e una volta disse: “La mia sola ambizione è contribuire alla riuscita del programma. Non sono un romantico. Per carità, odio il pericolo, specialmente se è inutile, e il pericolo è il lato più irritante del nostro mestiere. Il più stupido. Come si può trasformare in avventura un normalissimo fatto di tecnologia? E perchè rischiare la vita guidando un’astronave? Illogico quanto rischiare la vita usando un frullatore elettrico per farsi un frappè. Non deve esserci nulla di pericoloso a farsi un frappè e non deve esserci nulla di pericoloso a guidare un’astronave.” [Neil Armstrong, 1964- Quel giorno sulla luna] 

Un film che  svela prima l’uomo, quello che ci regalò quell’incredibile emozione e poi tutte le domande che una volta usciti dall’atmosfera continueremo a farci per l’eternità. 🙂

Buzz Aldrin (1930- )
Michael Collins (1930 – )

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